“Sapeva che il pomodoro è un frutto?
Davvero? si meravigliò la signora Threadgoode.
Proprio così.
La signora Threadgoode parve molto colpita dalla notizia.
Oh no! è tutta la vita che mangio i pomodori come verdura, conditi con l’olio e il sale! Davvero sono frutti?
Sì
Ne è sicura?
Sicurissima. Me l’hanno insegnato a scuola, durante l’ora di economia domestica.
Non riesco a crederlo! Sa che cosa farò? Fingerò che lei non me l’abbia mai detto. I cavolini di Bruxelles sono ortaggi, vero?”
Questo uno dei passaggi più esilaranti del romanzo di Fannie Flagg, Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, un piccolo capolavoro della letteratura americana della fine del secolo scorso.
Ci fa ridere lo sgomento della signora Threadgoode che ha sempre condito con olio e sale un frutto. E quella battuta ci spinge immediatamente a chiederci cosa effettivamente impariamo a scuola, quanta consapevolezza abbiamo sul cibo (in un periodo storico in cui siamo tutti espertissimi!), quanto meravigliosamente vario è il mondo delle piante!
Sì, il pomodoro nasce dal fiore e ha i semi, è un frutto. Esattamente come le olive, le melanzane, i peperoni e tanti altri alimenti, solitamente considerati ortaggi solo perché siamo stati abituati alla distinzione: ortaggio salato, frutto dolce. Alquanto sommaria come distinzione, vero, ma in fondo, a parte gli studiosi di botanica, agraria e così via, la gente comune usa parametri diversi per comprendere e classificare le cose.
Eppure quanto sarebbe bello apprendere alcuni di questi concetti a scuola? Lasciarsi affascinare dal pomodoro, ad esempio. Un frutto, appunto, arrivato in Europa dopo la scoperta dell’America. Originario del sud America, il pomodoro selvatico giunse in Messico e fu messo a coltura dai Maya. Qui Hernàn Cortés, nel XVI secolo, vide per la prima volta il frutto chiamato localmente tomatl (da cui tomato) e decise di portarlo in Europa. Tuttavia, furono due le tipologie di semi giunte oltre oceano, quella del pomodoro e quella del tomatillo. La parte più curiosa della storia sta nel nome con cui questo frutto, arrivato in Italia attraverso la Spagna, iniziò ad essere chiamato: Pomo d’oro. Già, i primi esemplari a mettere piede nel bel Paese erano dorati, ovvero gialli e, per diversi secoli, furono utilizzati esclusivamente a scopo ornamentale, ma questa è un’altra storia!
Dorato, quindi, e rotondo; oggi fortunatamente ne conosciamo diverse varietà, anche se mangiamo sempre le stesse, ahinoi! I pomodori hanno svariate forme e colori che vanno dal bianco al verde, dal giallo all’arancio, dal rosso al nero, ma, soprattutto, gusti differenti.
Sebbene relativamente recente, rispetto ad altri alimenti, il pomodoro è divenuto il vero protagonista della cucina Italiana, in particolare del sud. Che venga usato crudo o cotto, fa sempre la sua bella figura. Dagli antipasti, ai primi ai secondi, la cucina italiana annovera numerosissime ricette con i pomodori e, per far onore alla sua origine botanica, non ci facciamo mancare confetture di pomodoro, pomodori canditi e tante altre preparazioni dolci. Quindi niente paura, cucinate i pomodori come più vi piace, ma fate attenzione a salvaguardarne la biodiversità!


