Pane e cioccolata

‘Pane e cioccolata’ è il titolo di un film degli anni ‘70 con il mitico Nino Manfredi; una pellicola malinconica, dura, che affronta il tema dell’emigrazione italiana in Svizzera. Tuttavia, i più associano – e a buon diritto – pane e cioccolata alla merenda dell’infanzia, una ricetta semplice ma piena di gusto che, non molti lo ricorderanno, consisteva originariamente in un pezzo di pane con all’interno una barretta di cioccolata. Già! È così che si consumava, quando la crema spalmabile era ancora di là da venire. Ed è così che i cugini d’oltralpe – cui si deve probabilmente la paternità del pane, la baguette, con cioccolata a fette e un sottile strato di burro – continuano a consumarla, fieri di portare avanti un’antica e golosa tradizione.

Sul finire del secondo conflitto mondiale, in Italia, nello specifico in Piemonte, la nota azienda Ferrero iniziò a produrre il Giandujot (1946), un panetto di pasta gianduia da tagliare a fette e spalmare, per quanto possibile, sul pane. Nel 1951, la stessa azienda realizzò la Super Crema, una pasta piuttosto densa antenata della famosissima Nutella, messa sul mercato nel 1964.

Piaccia o meno, la crema di nocciole e cioccolato l’abbiamo provata tutti, almeno una volta, e non solo da bambini; tant’è che negli ultimi anni tantissime aziende di lavorazione del cioccolato, sia industriali che artigianali, hanno realizzato le proprie versioni, fondenti, al latte, con più o meno quantità di nocciole; ognuno ha perfezionato la propria ricetta. 

Da Cime abbiamo optato per una crema biologica, dal sapore ricco e dalla consistenza vellutata, che si sposa alla perfezione con il pane di farro che produciamo in casa usando, ancora una volta, della farina integrale e biologica di farro Spelta (Triticum spelta), un cereale antico, ricco di fibre e dal gusto pieno e riconoscibile. È un processo lento quello della preparazione del pane, ha inizio un giorno prima, con la biga, prosegue con un lungo riposo in frigorifero e termina, dopo una precisa sequenza di impasti, riposi e pieghe, con la cottura in forno. Il risultato è un pane profumato, rustico ma estremamente piacevole.

Quando abbiamo la fortuna di poterlo servire a uno dei nostri piccoli avventori – e non solo! – la sensazione più appagante sta proprio nel momento in cui affondiamo la spatola nella crema e iniziamo a spalmarla sulla fetta di pane. In quel gesto, un andirivieni della spatola sulla fetta di pane, si rincorrono i ricordi, riaffiorano le immagini dei pomeriggi dalle nonne, della tavola in cucina tra libri di scuola, un tè e lui, il re delle merende d’infanzia: pane e cioccolata!

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